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index (© Amara Terra Mia 2 (c) Reiner Kruse)

Amara Terra Mia

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EIN THEATERPROJEKT ÜBER MIGRANTEN
VON MATTEO MARSAN/DANIA HOHMANN/ ULRICH WALLER
In Deutsch & Italienisch, mit deutscher und italienischer Übertitelung Nach der Vorstellung vom 2. Februar lädt Sie das künstlerische Team noch zu einem Nachgespräch ein. Im Rahmen der Vorstellungen, wird in Zusammenarbeit mit der Cinémathèque der Film Der vergessene Krieg am 3. Februar um 18.30 Uhr vorgeführt.


Architektin Carla aus Deutschland und Lehrerin Maria Grazia aus Italien - nichts verbindet die beiden Frauen miteinander, bis sie eines Tages feststellen, dass sie den gleichen Vater hatten. Von der ersten Begegnung in einer Wolfsburger Leichenhalle ausgehend, beginnt nun die Suche nach dem Mann, von dem beide Töchter nur jeweils einen Ausschnitt kennen. Ein Tagebuch, ein paar Briefe und einige Schallplatten, gefunden in einem alten Pappkoffer, sind neben den eigenen Erinnerungen die Versatzstücke, anhand derer die Rekonstruktion einer Lebensgeschichte beginnt.

Amara terra mia (Mein bitteres Land) heißt das nach einem populären Lied von Domenico Modugno benannte Theaterprojekt von Matteo Marsan, Dania Hohmann und Ulrich Waller. Die Geschichte des italienischen Auswanderers und Gastarbeiters Agatino steht dabei stellvertretend für eine ganze Generation von Migranten, die zwar als Arbeitskräfte nach Deutschland - und auch nach Luxemburg - gerufen aber dennoch nicht wirklich willkommen waren. Nicht nur die beiden Figuren Carla und Maria Grazia auf der Bühne verkörpern die unterschiedlichen Sichtweisen, Erfahrungskontexte und kulturellen Hintergründe aus zwei Ländern, sondern ebenso das Regieteam in dieser deutsch-italienisch luxemburgischen Koproduktion.

Angesichts aktueller Fragen und politischer Diskussionen rund um das Thema Einwanderung lenkt dieses Stück den Blick von den großen gesellschaftlichen Zusammenhängen auf das ebenso individuelle wie exemplarische Schicksal eines Migranten: auf den Verlust von Heimat, Kultur und Identität. 

[IT] Negli anni '50 e '60 l'Italia aveva difficoltà a nutrire tutti i suoi abitanti e così, nel 1955, il governo stipulò dei contratti, anche con la Germania, per offrire delle opportunità di lavoro all'estero per chi lo desiderasse.

Dopo una calamità naturale ("La grande gelata") del febbraio 1956, che causa la morte di quasi tutti gli olivi e vitigni, tanti giovani i si lasciano alle spalle il paese, la famiglia, la patria e vanno verso nord, chi a Milano e chi, successivamente, in Germania. Molti di loro arrivano nelle miniere o nelle fabbriche, per esempio a Wolfsburg presso la VW. Sono i primi "emigranti di lavoro" in Germania dopo la guerra, sono chiamati "Gastarbeiter" e importano subito la loro cucina.

Il dramma si basa su interviste con rappresentanti di questa prima generazione che era partita per la Germania e parla del momento della partenza, dell'abbandono della famiglia e dell'arrivo in un paese straniero con tutti i problemi d'integrazione dovuti alla cultura e lingua straniere.

Nel centro c'è Agatino Rossi la cui famiglia ha perso, da un giorno all'altro, la base di sopravvivenza. Anche lui e i suoi fratelli lasciano il paese, la famiglia, la patria trasferendosi a nord. Agatino, dopo tante traversie, trova un posto presso la VW a Wolfsburg. Conosce una tedesca e gli nasce una figlia, Carla. Dopo 10 anni il rapporto si rompe e durante la grande crisi petrolifera dei primi anni 70 Agatino torna in Italia. Mette su una nuova famiglia con l'amore giovanile del paese diventando di nuovo padre di una figlia, Maria Grazia.

Non resiste a lungo nella vecchia patria dove si sente parzialmente alieno e dove lo avversano come il "tedesco". Quindi fa ancora domanda per un posto in Germania. Irrequieto e senza vera patria fa la spola tra la Germania e l'Italia senza che le due famiglie sapessero l'una dell'altra, fino alla sua morte.

Alle scene fanno da contrasto le canzoni di quegli anni, inoltre si mostrano sequenze di cinegiornali tedeschi dell'epoca che documentano le difficoltà che i tedeschi, essendo ancora lontana l'odierna "cultura del benvenuto", avevano con gli stranieri venuti dal meridione. E dimostrano che tanti dei problemi e questioni di oggi non sono cosi nuovi, vista la nuova ondata di rifugiati negli ultimi anni. E anche oggi, una nuova generazione di giovani si avvia a lasciare l'Italia alla volta del settentrione.

Questa serata di Matteo Marsan, Dania Hohmann e Ulrich Waller è il secondo progetto del loro "teatro della memoria" (dopo "Albicocche rosse", un progetto sul massacro compiuto da soldati tedeschi nel 1944 a San Gusmè), che questa volta si occupa del grande esodo dalle campagne alla fine degli anni '50.




Mit
Adriana Altaras, Daniela Morozzi Bühne Georg und Paul
Kostüme Bettina Proske Koproduktion St.Pauli Theater Hamburg/Teatro Alfieri Castelnuovo Berardenga, Les Théâtres de la Ville de Luxembourg
Mit den Ruhrfestspielen RecklinghausenJeudi 2  FÉVRIER 2017  à 20h00 (tickets)
Samedi 4 FÉVRIER 2017  à 20h00 (tickets)

DURÉE 1h15 (pas d'entracte)  Einführung zum Stück von Frau Simone Beck eine halbe Stunde vor Vorstellungsbeginn (in Deutsch)

Adultes 20 €, 15 €, 8 € / Jeunes 8 € / Kulturpass bienvenu
Lieu: Théâtre des Capucins


Kontakte zu dieser Veranstaltung

Internet: http://www.theatres.lu/-p-20002022.html


Verbundene Organisationen

- Les Théâtres de la Ville de Luxembourg, LUXEMBOURG - Luxembourg


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9 Place du Théâtre
L-2613 LUXEMBOURG
Luxembourg


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02.02.2017

20:00 (Horaire)
Donnerstag, 02.02.2017


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